Firefox 71

Firefox 71, tutte le novità

Le nuove funzionalità di Firefox 71 per l’accessibilità, la sicurezza, la gestione delle password e la navigazione

I Video di HTML.it

Aspect Oriented, una introduzione

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ISS ATV

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ARISS School Contact 7 Dec

ARISS School Contact 7 Dec 2019 11:44 UTC – direct via IK0MGA/ID9GKS

È previsto un contatto radio educativo con l’Istituto B. Pascal – Scuola pubblica, Roma, Italia, diretto tramite IKØMGA e Istituto Comprensivo Lipari “S. Lucia ”, Lipari, Italia, diretta tramite ID9GKS.

Il nominativo ISS è attualmente programmato per essere IRØISS e l’astronauta in programma è Luca Parmitano KF5KDP. Il contatto è valido per: sab 7 dic 2019, 11:44:00 UTC, 45 deg.

I segnali di downlink dall’ISS saranno udibili sopra l’Italia e parti d’Europa su FM a banda stretta a 145.800 MHz; il contatto sarà in italiano. Solo RX! Credito: AMSAT.

 

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Volare insieme agli aerei

Volare insieme agli aerei? Basta una app da 150 euro, non servono i megaprogetti continentali

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LinkLoss – di Sergio Barlocchetti

Altro che megaprogetti europei e joint venture con la NASA. Per integrare i droni nello spazio aereo basta una app sviluppata da un’ente no-profit, decisamente alla portata di tutti

Questo mio articolo dovrebbe per una volta chiamarsi “Safe-link”, non “link loss”. Secondo lo studio presentato dall’organizzazione no profit inglese Airspace 4 All, ad un pilota di aviazione generale servirebbero 12,5 secondi per vedere, identificare, valutare e se occorre cercare di evitare, un oggetto volante che venisse a trovarsi sulla sua traiettoria. Lo studio integrale è qui, mentre la tabella a cui mi riferisco è a pagina 16 dello stesso documento.

Il drone? Lo vede sia il pilota sia la torre di controllo

La buona notizia è che gli sviluppatori del sistema Skydemon, uno tra i più utilizzati dai piloti privati e sportivi di tutto il mondo per pianificare e gestire le rotte, hanno deciso di implementare il loro prodotto con le icone di droni ad ala fissa e rotante, creando un algoritmo efficace per poterli visualizzare insieme con tutto il resto del traffico aereo.  La tecnologia usata, inutile dirlo, è quella dello ADS-B, ovvero l’invio della posizione Gps sulle frequenze e gli standard dei sistemi transponder commerciali di tipo “S”.

Tanto per essere pragmatici, la situazione è questa: un pilota vede la posizione del drone mentre una voce sintetizzata lo avvisa con le parole: «Done, ahead, two miles» o comunque con la distanza che lo separa dal traffico unmanned.

Intanto la rete Ads-B di terra capta entrambi i traffici e li visualizza sullo schermo del controllore di volo, il quale ha un quadro preciso di che cosa stia accadendo. Ma anche laddove ciò non avvenisse, gli attori principali del teatro operativo, ovvero il pilota imbarcato e quello remoto, possono evitarsi senza scomodare altri né coinvolgere chissà quale rete informatica nazionale sviluppata in anni di finanziamenti comunitari e stecche a cinque o sei zeri. A scanso di equivoci ricordo che un transponder modo S, già obbligatorio per i velivoli con capacità operative di volo strumentale, costa un migliaio di euro. Che un sistema ADS-B pingback ne costa circa 250 e che l’abbonamento a Skydemon non supera i 150 dollari.

Niente europachidermi

Riflettendo su quanto annunciato da Airspace 4 All, a risolvere tecnicamente e quasi totalmente quello che molti nostri cervelloni dipingevano come grande problema dell’integrazione dei droni nello spazio aereo nazionale è stata un’esistente ed efficace applicazione commerciale implementata nel modo opportuno. Niente H2020, niente grandi annunci, società controllate né organizzazioni pana-europee. L’han pensato, provato e fatto.

Naturalmente anche queste applicazioni, per poter essere efficacemente usate dalle istituzioni, dovranno essere certificate, e questo comporterà costi e tempi, ma alla fine ciò che conta è che esista qualcosa in grado di risolvere il problema e che ciò sia abbastanza economico da poter essere affrontabile da tutti. Ecco perché non credo agli euro pachidermi, siano anche state opportunità lavorative alle quali in passato ho voluto rinunciare. Perché abbiamo tutto per risolvere i problemi che ci limitano, ma a questa società non basta farlo e godere dei frutti dell’invenzione, si vuole poterci guadagnare il più possibile.

Che poi questo approccio comporti tempi così lunghi da farci perdere molto più Pil, perché ancora in Bvlos non si vola, pare un dettaglio. Speriamo che il 2020 porti anche un po’ di sano pragmatismo.

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eSIM: cos’è e come funziona

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Debuttano oggi in Italia le eSIM: cosa sono, a cosa servono e come funzionano.

GSMA, ente commerciale che rappresenta gli interessi degli operatori di rete mobile in tutto il mondo, sin dal 2010 aveva avviato una serie di discussioni sulla possibilità di attivare l’utilizzo di una versione di schede SIM basata esclusivamente su un’implementazione software.
Le eSIM sono già note nel vecchio continente perché la Commissione Europea ne ha disposto l’obbligo di utilizzo sui veicoli di nuova omologazione (vedere questo articolo ufficiale). L’obiettivo è quello di disporre una tempestiva chiamata automatica al numero unico di emergenza 112 in caso di incidente.

Le eSIM debuttano però ufficialmente oggi in Italia (questi gli operatori che supportano le eSIM fuori dal nostro Paese) anche per gli utenti normali con TIM che ne ha iniziato la commercializzazione presso i suoi negozi fisici.
Acronimo di embedded SIM, le eSIM dispensano l’utente dal dover inserire nello smartphone o in un qualunque altro dispositivo mobile una SIM tradizionale, in plastica e dotata di microchip.

Basta infatti acquistare la eSIM, inquadrare il codice QR stampato su di essa servendosi della fotocamera dello smartphone e seguire le istruzioni sullo schermo del telefono.
Al termine della procedura ci si troverà con uno smartphone che è in grado di inviare e ricevere telefonate/SMS, navigare sulla rete dati senza mai aver aperto lo slot per l’inserimento di una SIM fisica.

I possessori di un iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone XR e modelli successivi, possono così finalmente attivare il supporto dual SIM. Il dispositivo di casa Apple è infatti in grado di gestire contemporaneamente sia la SIM fisica inserita in precedenza, sia l’utilizzo del secondo operatore di telefonia mediante eSIM.
Analoga operazione può essere posta in essere per introdurre il supporto dual SIM sui dispositivi Android che non lo prevedono. C’è però un “ma”: ad oggi sono ancora pochi i produttori di smartphone che integrano il supporto eSIM sui rispettivi dispositivi: oltre ai “melafonini” ricordiamo i Google Pixel e il nuovo Motorola RAZR: Il nuovo Motorola RAZR ha un display pieghevole da 6,2 pollici.In futuro potrebbe registrarsi un graduale passaggio al meccanismo delle eSIM. I vantaggi per i produttori di smartphone e dispositivi mobili in generale consiste nella possibilità di progettare e realizzare prodotti ancora più compatti e sottili, capaci di offrire una maggiore resistenza all’immersione in acqua.
Inoltre, l’utilizzo delle eSIM faciliterà il passaggio di un’utenza da un dispositivo all’altro: provando ad attestare la stessa eSIM su un secondo device, questo ne assumerà il controllo.

Le eSIM sono poi una grande comodità per coloro che si trovano spesso a lavorare o comunque a gestire dispositivi per l’Internet delle Cose (IoT) che debbono restare costantemente connessi alla rete dati. Ogni dispositivo, grazie a una nuova eSIM, può virtualmente diventare non solo dual SIM ma anche “multi SIM”.

Per ovvi motivi, le eSIM stanno cominciando a imporsi sugli smartwatch dotati di funzionalità telefoniche (di seguito un’immagine pubblicata sul sito di TIM).

eSIM: cos'è e come funziona

Va detto, inoltre, che ladri e malintenzionati sono spesso soliti rimuovere la SIM dal dispositivo mobile altrui. Con la eSIM, l’utenza del legittimo proprietario sarà sempre attiva per default sul dispositivo perso oppure indebitamente sottratto.

Sul versante degli operatori di telecomunicazioni, l’adozione delle eSIM permetterà dei risparmi (si pensi al taglio di costi derivante dalla riduzione del numero di SIM tradizionali prodotte) ma, allo stesso tempo, potrebbe facilitare la migrazione da un fornitore all’altro perché gli utenti non dovranno più neppure attendere la ricezione di una scheda SIM fisica per concludere la portabilità.
A questo proposito, infatti, va detto che le eSIM sono identiche rispetto alle schede che tutti conosciamo e utilizziamo: sono infatti dotate di un codice ICCID univoco utilizzando il quale si potrà avviare, in qualunque momento, la portabilità del numero verso un altro operatore.
I numeri di telefono collegati alle eSIM, quindi, non si perdono e possono essere migrati tra eSIM o verso SIM di tipo tradizionale.

La eSIM di TIM costa 15 euro “una tantum” e permette di accedere comodamente a tutti i servizi dell’operatore.

eSIM: cos'è e come funziona

In precedenza abbiamo detto che per attivare una eSIM basta acquisire un QR code predisposto dall’operatore di telecomunicazioni.
In alternativa si può inserire manualmente l’indirizzo del server SM-DP+ (Subscription Manager Data Preparation) e il codice di attivazione altrettanto forniti dal provider.
Il server SM-DP+ è il luogo in cui sono generati i profili dell’abbonato; l’applicazione LPA (Local Profile Assistant) in esecuzione sul dispositivo client dell’utente si occupa di acquisire il profilo e di caricarlo nel microchip eUICC (embedded Universal Integrated Circuit Card) in forma crittografata.
Va sottolineato che il chip eUICC è in grado di memorizzare in contemporanea più profili SIM con una capacità di 512 KB contro i tipici 128 KB delle SIM tradizionali più recenti. In questo modo si può passare rapidamente da una eSIM all’altra e quindi dalla rete di un operatore a quella di un altro.

Come usare una eSIM sugli iPhone più recenti

Apple descrive dettagliatamente i passaggi da seguire per configurare una eSIM sui suoi iPhone a questo indirizzo.

Dopo aver inquadrato il codice QR si accetterà di visualizzare un’anteprima del piano cellulare cui si riferisce la eSIM. La procedura guidata è velocissima da portare a termine e si concretizza scegliendo dapprima Installa il piano cellulare quindi Aggiungi piano cellulare.
Come ultimo passaggio basterà assegnare un nome al piano appena aggiunto quindi scegliere quali servizi di ciascuna SIM/eSIM si desiderano utilizzare (ad esempio se attivare la connessione dati con la SIM o con la eSIM).

Come configurare le eSIM su Android

Limitatamente ai (pochi) dispositivi Android compatibili, per attivare una eSIM è sufficiente portarsi nelle impostazioni del sistema operativo, selezionare la voce per la gestione delle schede SIM quindi scegliere Aggiungi piano tariffario e infine Aggiungi con il codice QR per poi inquadrare il QR fornito dall’operatore scelto.

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Windows 10 antivirus AVG e Avast

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Windows 10 non si aggiorna usando vecchie versioni degli antivirus AVG e Avast

Per gli utenti di AVG e Avast che usano vecchie versioni degli antimalware, non è possibile aggiornare a Windows 10 versioni 1903 e 1909. Per risolvere basta disinstallare gli antivirus o installare le release più recenti. Problemi anche per chi usa specifiche versioni dei driver WiFi Qualcomm.

Microsoft mantiene costantemente aggiornata una pagina, la dashboard raggiungibile a questo indirizzo, inserendovi le informazioni relative agli ultimi problemi scoperti in Windows 10.

L’azienda di Redmond questa volta ha confermato che le precedenti versioni di popolari soluzioni antimalware come AVG e Avast possono causare problemi al funzionamento di Windows 10 e impedire il corretto aggiornamento alle release 1903 e 1909.

Gli utenti di AVG e Avast versioni 19.5 o precedenti non potranno aggiornare i loro sistemi a Windows 10 Aggiornamento di maggio 2019 (versione 1903) oppure al recente Windows 10 Aggiornamento di novembre 2019 (versione 1909) se non disinstallando gli antivirus o adeguandoli alle release più attuali.

Il problema è stato confermato anche dagli sviluppatori di AVG e Avast (vedere qui e qui).

Windows 10 non si aggiorna usando vecchie versioni degli antivirus AVG e Avast

Un messaggio simile a quello in figura informa l’utente circa l’impossibilità di procedere all’aggiornamento del sistema operativo.I tecnici di Microsoft hanno rilevato anche possibili problemi con i sistemi che utilizzano driver Qualcomm non aggiornati per la gestione delle scheda WiFi.
Il consiglio, in questo caso, è premere la combinazione di tasti Windows+R, digitare devmgmt.msc, cliccare con il tasto destro sul driver della scheda WiFi (sezione Schede di rete) quindi su Aggiorna driver.
Una volta installati i driver aggiornati e riavviato il sistema, si potrà provvedere ad aggiornare Windows 10.

In entrambi i casi, si può aggiornare Windows 10 mediante Windows Update oppure ricorrendo al Media Creation Tool o all’Assistente aggiornamento: vedere Aggiornamento Windows 10: tutte le modalità disponibili.

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Italynet presente alla Fiera del Radioamatore di Erba (Co)

Per iniziativa degli amici del Cisar Milano è stato attivato presso la Fiera del radioamatore a Erba (CO) la stazione IQ2WK-L frequenza operativa 144,600 MHz interconnessa sulla rete Italynet, visitando lo stand Cisar sarà possibile visionare il funzionamento del nodo echolink attivo in fiera e conoscere maggiori info sulle funzionalità di Italynet e la sua copertura sul territorio italiano .

Il team presente allo stand e composto da IZ2EVE Gabriele, IW2MOQ Emilio , IW2MQI Mario, IU2LXJ Giuseppe che vi aspettano inoltre che descrivervi quello che il mondo fantastico dei radioamatori, fatto di antenne,apparati radio, cavi coassiali, ma sopratutto di amicizia e tanta voglia di sperimentazione.

Fiera del Radioamatore di Erba (CO) 2019

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Iceland

TF/OJ0Y & TF/MM0OKG – Iceland

Col, MM0NDX (as OJ0Y) and Jonathan MM0OKG will be active from western Iceland during December 31, 2019 to January 2, 2020. QRV on whatever bands are open; CW, SSB, FT8. TF/OJ0Y via EB7DX, LoTW. TF/MM0OKG via LoTW.

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Windows 10, addio al Wi-Fi

Windows 10, addio al Wi-Fi: a rischio le connessioni senza fili
Microsoft ha annunciato che il suo sistema operativo non supporterà più connessioni con protocolli di sicurezza obsoleti e insicuri

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15 Novembre 2019 – Chi a casa ha ancora un modem Wi-Fi di vecchia generazione potrebbe essere presto costretto a comprarne uno nuovo: Microsoft ha infatti annunciato che a breve smetterà di supportare le reti Wi-Fi protette dagli standard di crittografia WEP e TKIP.
A partire da una versione non ancora specificata, Windows 10 si rifiuterà di connettersi ad una rete del genere perché, ricorda Microsoft non senza ragioni, il WEP e il TKIP sono standard di crittografia vecchi, insicuri e ampiamente noti dagli hacker di tutto il mondo. Microsoft, in pratica, imporrà agli utenti che vogliono connettersi ad una rete tramite un computer con Windows 10 di avere un modem/router dotato di cifratura AES, cioè compatibile con gli standard WPA2 e WPA3. Quest’ultimo è recentissimo: è stato rilasciato dalla Wi-Fi Alliance a fine 2018 e, a partire dal 2019, sono arrivati sul mercato i primi dispositivi compatibili certificati.
Perché Windows abbandona WEP e TKIP
Microsoft Windows 10, già dal May Update di maggio 2019, se rileva una rete protetta con WEP o TKIP avverte l’utente: “Questa rete non è sicura“. E, in effetti, non lo è: il WEP (Wired Equivalent Privacy), ad esempio, è uno standard che risale al 1999 e usa una crittografia con chiave a 64 bit. Il TKIP è di poco successivo e solo leggermente più evoluto. I recenti standard WPA, invece, usano chiavi a 128 o 256 bit, cioè molto più lunghe e quindi molto più difficili da “indovinare” per i software usati dagli hacker. Il fatto che il WEP non sia sicuro, tra l’altro, non è una ipotesi ma una certezza. Persino l’FBI nel 2005 (cioè 15 anni fa!) ha dimostrato che è possibile violare una rete protetta con lo standard WEP in pochissimi minuti.

Saremo tutti più sicuri?
Meno device insicuri ci sono in giro e più cresce la sicurezza anche per i device ritenuti sicuri. Sembra un gioco di parole, ma è la verità: ogni dispositivo attaccabile da un hacker o infettabile con un virus può diventare un focolaio di infezione per molti altri. Togliere di mezzo le connessioni WEP e TKIP, quindi, è certamente una buona notizia. Ma non vuol dire che, d’ora in poi, saremo inattaccabili. Pochi mesi fa, a maggio, il Computer Emergency Response Team (CERT) del Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha comunicato ufficialmente che “sono state identificate numerose vulnerabilità nella progettazione e nelle implementazioni del protocollo WPA3“. A pochi mesi dal suo debutto, quindi, anche il WPA 3 è vulnerabile. Ma stiamo parlando di vulnerabilità ben diverse: oggi anche un hacker alle prime armi è in grado di forzare una rete WEP, mentre solo un cybercriminale esperto può cimentarsi nel tentativo di violare lo standard WPA 3.

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ISS

30 NOVEMBRE un contatto scolastico della ISS con il Lyceum Lyceum №. 39, Nižnij Tagil, Russia!

diretta tramite TBD.

L ‘ ISS è attualmente prevista per essere RSØISS e il cosmonauta russo programmato è Alexander Skvortsov.

Il contatto è alle 14:15 UTC

I segnali downlink dalla ISS saranno udibile sopra le aree interessate in Russia

su FM 145.800 MHz, solo RX!

il contatto sarà in lingua russa

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